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Alla fine del siluriano (410 milioni di anni fa) l'America settentrionale andò incontro a collisione con l'Europa, l'oceano Atlantico si chiuse e si ebbe la comparsa di una catena montuosa. Nello stesso tempo, antropodi, vermi e pesci, invasero i fiumi e le piante incominciarono ad occupare la terraferma. L'energia solare, permise ai vegetali di produrre da sè il proprio alimento combinando chimicamente l'acqua con l'anidride carbonica. Le piante presenti tra confine acqua-terraferma, si dotarono di un sistema per catturare l'anidride carbonica dall'aria. Questo sistema portò alla comparsa di due nuove strutture; uno strato esterno impermeabile per impedire il disseccamento delle cellule e una struttura di supporto interna per mantenere la pianta eretta. Quest'ultima era garantita da una serie di vasi idrici da cui deriva il nome di piante vascolari. I tipi più comuni erano le Rhynia (2), piante dal fusto liscio e sottile terminanti in corpi fruttiferi e le Asteroxylon (1) che mostravano o primi accenni alle foglie e queste contribuirono ad aumentare di molto la superficie vegetale. In Scozia, 400 milioni di anni fa, nei pressi di Aberdeen, una improvvisa eruzione vulcanica fece sì che una torbiera venisse di colpo sommersa da acque roventi cariche di silicio e grazie a questo silicio, oggi possiami ritrovare intatti dei fossili che ci danno informazioni utilissime. Persino i microscopici vasi e la cuticola delle piante vascolari, nonchè le ife dei funghi che stavano decomponenedo la materia vegetale, possono essere ammirati in fossili dell'epoca ritrovati. Preservò anche gli insetti primitivi privi di ali, come il cosidetto pesciolino d'argento (3) e i tisanuri, che furono i primi autentici animali terrestri. Nel periodo devoniano da 410 a 355 milioni di anni fa, ci fu un grande cambiamento nella vita vegetale. Le piante più antiche, erano dotate di spore maschili e femminili che ne producevano altre che cadendo in acqua, formavano un embrione che trascorreva la prima parte della vita prorio in acqua. Ancora oggi, specie come le briofite, felci e equisetti, usano questo sistema di riproduzione. Nel periodo devoniano, invece, parte delle spore femminili, o macrospore, rimaste attaccate alle piante genitrici, furono fertilizzate da microspore maschili trasportate dal vento. La prima pianta ad adottare questo sitema fu l'Archaeosperma (1) e si formarono così i primi semi e da quel momento le piante non ebbero più bisogno della riproduzione in acqua, così che occuparono stabilmente le terre emerse. Molto prima della fine del Devoniano (355 milioni di anni fa) vaste aree della superficie terrestre erano ormai coperte da foreste. Le Archaeopteris (5), l'antenato dei pini, il Cyclostigma (4), una felce arborea, la Lepidosigillaria (3) un gigantesco licopodio e la Pseudobornia (2), un equiseto, avevano ormai raggiunto dimensioni ragguardevoli. Da qui, dopo lo sviluppo della vegetazione, gli animali non tardarono a comparire.



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Capitoli dell'Era Paleozoica
Epoche:

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