I ricchi ritrovamenti di fossili sono circoscritti al Nord America, e forniscono un’ampia documentazione sui ceratopsidi.
Ornitischi quadrupedi, erano erbivori di grandi dimensioni: Triceratops horridus misurava fino a 9 metri e pesava fino 5 tonnellate e mezzo; Torosaurus, lungo fino a 8 metri, superava le 8 tonnellate. Sebbene tutti i generi abbiano lo stesso corpo massiccio, sono raggruppati a seconda delle dimensioni complessive del collare (o scudo) nucale: si distinguono così ceratopsidi a scudo lungo (muso affilato e corni sopraorbitali più lunghi di quelli nasali, come in Chasmosaurus, Arrhinoceratops, Pentaceratops Anchiceratops e Torosaurm), e ceratopsidi a scudo corto (muso più tozzo e corno nasale più sviluppato, come in Pachyrhinosaurus ; Brachyceratops; Monoclonius; Styracosaurus ; Centrosaurus ; Eoceratops ; Ceratops). Questa distinzione ancora in uso è spesso inadeguata: Triceratops, considerato a scudo corto, sarebbe nell’altro gruppo se si tenesse conto di caratteri diversi come la lunghezza delle singole ossa dello scudo.
Vissuti nel Cretacico, essi discendono forse da protoceratopsidi asiatici che, attraversato l’istmo di Bering, restarono isolati in territorio americano dove continuarono a evolversi. La ricostruzione dei ceratopsidi è stata forse la più facile, anche se non sono mancati errori e ripensamenti.
Il primo fossile, per esempio, rinvenuto in Colorado (1887), era costituito da un paio di corna che Marsh attribuì a Bison alticornis, un bisonte estinto. Solo dopo il ritrovamento di un cranio con due corna sopraorbitali (attribuito a dinosauri sconosciuti della specie Ceratops montanus) e di un altro cranio con tre corna (attribuito al rettile Triceratops horridus), Bison alticornis perse la sua identità, e i reperti furono raggruppati nel genere Triceratops.
Corpo tozzo, coda corta, hanno zampe posteriori molto più lunghe di quelle anteriori, un fatto che convalida la loro evoluzione da forme bipedi come Psittacosaurus o Microceratops.
Secondo alcune ricostruzioni (per altro contraddette), le massicce zampe anteriori erano tenute flesse e allargate; d’altra parte, tutta la struttura scheletrica suggerisce che il pesante muso fosse tenuto inclinato verso terra. Il peso del corpo era sorretto da muscoli potentissimi che hanno lasciato profonde rughe su scapole e ossa lunghe. Le due ossa della cintura scapolare, ampie e ancorate fra loro, offrivano un saldo attacco ai muscoli delle spalle; i piedi, larghi e piatti, consentivano una salda presa al suolo, indispensabile nella difesa: è probabile, infatti, che i ceratopsidi non fossero molto veloci e non potessero contare sulla fuga.
L’elemento più originale, però, è la testa: pesante e lunga fino a 1/3 della lunghezza totale dell’animale, era sorretta dal collo dove le prime 3 vertebre cervicali sono fuse in una struttura compatta che le consentiva di ruotare fino a 90° dall’asse longitudinale. Il cranio, simile a quello dei protoceratopsidi, ha uno scudo osseo molto più sviluppato, compatto, forato o finestrato, tormentato da tubercoli e spine, che si allarga sulla nuca, sul collo e, a volte, fino sul dorso. Lo sviluppo di questa struttura polivalente è forse da mettere in relazione con l’evoluzione dell’apparato masticatore: i muscoli della bocca lunghi oltre un metro, infatti, erano ancorati proprio allo scudo. Oltre ad avere una funzione difensiva, a ricoprire un probabile ruolo sessuale e gerarchico e a fornire il punto d’attacco per i forti muscoli del collo che sorreggevano e muovevano la testa, lo scudo avrebbe perciò determinato l’espansione della muscolatura boccale contribuendo al successo evolutivo. Mascella e mandibola, che terminano con un becco, sono dotate posteriormente di 30-35 denti disposti in colonne nello stesso alveolo: sottili e taglienti, smaltati sul solo lato di contatto, potevano tagliare anche i tessuti vegetali più duri e, non appena usurati, venivano subito sostituiti. La posizione molto laterale degli occhi consentiva forse solo una visione frontale. Le corna, poste sulle ossa sopraorbitali e sul nasale, sono chiari strumenti difensivi e si allungano fino ai 90 centimetri di Triceratops. Che venissero molto utilizzate (per smuovere il terreno, per combattere o difendersi) è dimostrato da segni di usura, cicatrici e spezzature visibili nei fossili.
Erbivori, forse anche i ceratopsidi erano gregari: per similitudine con i nostri buoi muschiati, si pensa che i maschi formassero un cerchio difensivo attorno a femmine e piccoli opponendo agli aggressori i solidi scudi nucali irti di corna appuntite.

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